Cos’è la Meditazione?

Molti pensano che meditare sia un sinonimo di pensare, infatti spesso si dice “ci medito su” per dire “ci penso su”. Meditare invece, nel senso yogico del termine, è proprio il contrario di pensare. Quando pensiamo, non siamo autentici perché i pensieri non sono altro che il frutto dei condizionamenti, degli insegnamenti, delle esperienze passate che abbiamo avuto. I pensieri sono delle prigioni energetiche che impediscono alla nostra energia di circolare liberamente nel nostro corpo. Quando meditiamo sentiamo i nostri pensieri arrivare, sentiamo arrivare pensieri di tristezza, di ansia, di rabbia, di gelosia ecc… ma non ci identifichiamo con essi. Diciamo ok, adesso mi arriva un pensiero di ansia, ma io riconosco che questo pensiero di ansia non è MIO, non viene dalla mia essenza ma è solo frutto di una mentalità che ho acquisito nel tempo… osservo questo pensiero e lo lascio andare… La prima parte di una meditazione consiste appunto nell’osservare i pensieri che mi arrivano, riconoscere che non sono MIEI, e lasciarli andare… a questo punto quando abbiamo raggiunto una mente silenziosa, stiamo li, semplicemente li in silenzio senza dirci niente… questa è in assoluto la parte più difficile di una meditazione, quella di stare, semplicemente stare senza pensare a cosa faremo dopo o dopomani, semplicemente stiamo… facciamo ZAZEN come direbbero i maestri ZEN, semplicemente stiamo seduti… questa è il momento fondamentale di una meditazione è il momento in cui il cervello grazie alla pace del vuoto assoluto si rigenera ed elimina tutto ciò che non gli serve più, ricordi, pensieri, emozioni che non sono più utili. Meditando impariamo che non dobbiamo assolutamente avere paura del vuoto perché il vuoto è un’energia cosmica fondamentale, nel vuoto tutto si crea, dal vuoto tutto ha origine, solo in un utero vuoto può attecchire il seme che formerà una nuova vita, perciò fare il vuoto o sentirsi vuoti non ha nulla negativo ma è l’unico modo possibile per ricevere i doni della vita. La Meditazione in sostanza è una tecnica di utilizzo della consapevolezza, cioè della nostra capacità di percepire, di essere presenti alle emozioni e ai pensieri che ci attraversano la mente. Ci sono varie tecniche di meditazione, tutte bellissime, che possiamo utilizzare a seconda delle nostre esigenze del momento. C’è la Meditazione Zen, che è quella che ho appena descritto, che consiste appunto nello stare semplicemente seduti e osservare il fiume di pensieri e emozioni che ci attraversando senza giudicarle senza identificarci finche il fiume si arresta e nella nostra mente resta solo il vuoto, stare in quel vuoto senza dirsi niente, rigenerare il cervello e creare lo spazio interiore per accogliere i doni della vita e ci aiuta a spezzare i ritmi di vita troppo frenetici, ci aiuta a ricordare che c’è un momento per fare ma c’è anche un momento per “stare” e non fare niente. Il semplice stare seduti in silenzio e non pensare a niente non è una perdita di tempo ma è un atto totale, perché le nostre energie non si disperdono in azioni ma sono tutte concentrate a nutrire il nostro essere profondo e in realtà si “fa” molto di più quando “non si fa” niente, l’uomo occidentale deve imparare a comprendere la saggezza del vuoto, la pienezza del nulla, c’è un detto che appartiene alla filosofa taoista (filosofia affine al pensiero zen) e dice “il saggio non fa nulla, eppure cambia il mondo”. La Meditazione Kundalini, è un tipo di meditazione più attiva, deriva dall’antica pratica del Kundalini Yoga e consiste nella recitazione di alcuni mantra ognuno dei quali possiede un’energia particolare che contribuisce ad espandere la nostra consapevolezza, a riattivare la nostra energia vitale e la nostra capacità creativa. C’è poi una meditazione ancora più attiva che è la Meditazione Dinamica ideata da Osho, grandissimo maestro spirituale vissuto dal 1931 al 1990 (o meglio mai nato, mai morto, ha semplicemente attraversato questa terra per un periodo di tempo) ed è una meditazione volta a sprigionare tutte le emozioni che vivono dentro di noi, a liberarle a diventarne davvero consapevoli attraverso la danza, una danza spontanea fatta di movimenti che ognuno sceglie per sé in base a quello che gli suggerisce il corpo, dopo questa danza segue una fase di rilassamento in cui ci si sdraia supini e si prende consapevolezza di tutti gli stati d’animo emersi nella prima fase della Meditazione. Questa Meditazione è utile per sciogliere le emozioni represse, per diventare davvero consapevoli delle emozioni che abbiamo senza avere paura di riconoscerle, perché diventare consapevoli di un’emozione, guardarla senza paura e senza giudizio semplicemente accoglierla è un atto totale, è un atto liberatorio e catartico che da avvio ad una grande trasformazione interiore, e in effetti le emozioni, di qualunque tipo, altro non sono se non energie che arrivano per trasformare il nostro essere. C’è la cosiddetta Meditazione Scientifica che è una tecnica per imparare a stare nel qui ed ora, per imparare a togliere l’attenzione dai pensieri e dalle emozioni e portarla nel qui ed ora focalizzando l’attenzione sul corpo, sulle sensazioni fisiche. Questo porta automaticamente la nostra consapevolezza nel presente perché il corpo vive sempre e solo nel presente. Così mentre siamo seduti o distesi, cominciamo a portare tutta la nostra attenzioni alle dita dei piedi, poi alle caviglie e cosi via fino alla testa in modo da diventare pienamente consapevoli del nostro corpo e di tutte le sue sensazioni, Questo ci aiuta a mantenere l’attenzione al momento presente, a evitare di “farci troppi viaggi mentali”. Infine c’è la tecnica dello Yoga Nidra, une tecnica che deriva dallo Yoga, e che ha  lo scopo opposto rispetto a quello della Meditazione Scientifica, cioè ha lo scopo di togliere completamente la consapevolezza dal corpo, di perdere il contatto con le sensazioni fisiche e con la dimensione del qui ed ora e di esplorare la nostra dimensione più eterea e spirituale, spesso per fare questo si visualizza una luce brillante che riempie tutto il corpo da testa a piedi cosi il nostro corpo non è più carne ma pura luce. Lo Yoga Nidra è molto utile per alleviare il dolore fisico proprio perché distoglie l’attenzione dal corpo e nel contempo la luce brillante che immaginiamo riempire il nostro corpo ha un forte potere curativo, quando ci si risveglia da una pratica di Yoga Nidra ci si accorge che molti dolori sono scomparsi, ci sentiamo molto più rilassati e nutriti nel corpo e nello spirito. A questo punto bisogna fare una distinzione tra Meditazione e Visualizzazione o Training autogeno. La Meditazione come abbiamo detto è una tecnica di utilizzo della consapevolezza, si impara e gestire l’attenzione, mentre la visualizzazione è una tecnica molto utile per raggiungere un obiettivo e per aumentare la nostra motivazione, la visualizzazione ci permette di immaginare i risultati che vogliamo raggiungere, la meta a cui aspiriamo e questo incrementa la motivazione a raggiungere quella meta e da un punto di vista energetico stimola il nostro cervello ad attirare quella situazione che abbiamo immaginato. Il training autogeno è una tecnica di auto rilassamento, di auto programmazione mentale in cui si ascoltano delle frasi motivazionali che agiscono soprattutto a livello inconscio creando al nostro interno delle convinzioni più positive sui noi stessi e sulla vita e di conseguenza attiriamo situazioni più positive per noi e per la nostra crescita.

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