ACCETTA TE STESSO E CAMBIERAI

Si sente sempre dire “ama te stesso” ma io dico ACCETTA TE STESSO, accetta te stesso adesso così come sei. L’accettazione è qualcosa di molto più profondo dell’amore, ed è il fondamento di qualsiasi percorso di crescita e di cambiamento, non si può cambiare se stessi se prima non ci si accetta totalmente. E dico TOTALMENTE. E’ facile accettare e amare i propri lati belli ma la sfida è accettare e amare ogni lato di sé anche quelli che riteniamo brutti, proprio quei lati di noi che vorremo cambiare. Ogni lato del nostro carattere chiede semplicemente di essere accettato. Non combattuto. La trasformazione interiore, il superamento dei nostri lati che non ci piacciono, non avviene con la lotta, con il rifiuto, con lo sforzo, avviene con l’ACCETTAZIONE. L’accettazione non è rassegnazione, come alcuni potrebbero pensare, ma è la più grande, anzi l’unica, FORZA TRASFORMATRICE, è il primo passo nel cammino della crescita personale.

Prima l’ESSERE poi il FARE

Spesso crediamo che FARE sia molto importante, crediamo che nella vita bisogna darsi da fare, che bisogna avere sempre un obiettivo da raggiungere, un percorso, un progetto. Fare, fare, fare! Ma sei sicuro che quel fare ti appartenga veramente? sei sicuro che quegli obiettivi che ti sei posto siano veramente tuoi? che quel percorso che hai scelto ti rappresenti veramente? A volte siamo presi dalla frenesia del fare, del raggiungere un obiettivo dopo l’altro che non ci fermiamo mai a pensare al nostro essere, non ci fermiamo mai a chiederci “Dove sto andando? Sono davvero convinto di questo percorso? L’ho veramente scelto io?”. Il fare deve essere semplicemente una conseguenza dell’essere, un effetto, qualcosa che scaturisce naturalmente, non deve diventare esso stesso il fine. Non bisogna fare semplicemente perché ci hanno detto che “nella vita bisogna fare qualcosa”. Nella vita bisogna entrare in sintonia col proprio ESSERE, cioè bisogna imparare a conoscere se stessi, prendersi cura di se stessi, della propria interiorità, della propria unicità. Coltiva te stesso, dedicati all’essere e il fare sarà solo una conseguenza un effetto che inevitabilmente accadrà ma senza che tu te ne renda conto, e sarà un fare autentico, sarà un fare che sgorga dalla tua fonte interiore e che porterà te stesso nel mondo.

Trova il tuo Talento

Il Talento è una tua dote naturale, è qualcosa che ti appartiene e ti appassiona fin dalla nascita, qualcosa che fa parte della tua essenza, qualcosa che ti riesce facile fare perchè ti viene naturale e che ti da un senso di profonda soddisfazione e realizzazione. Noi nasciamo per scoprire e sviluppare i nostri talenti. Ognuno ha dei talenti, non c’è n’è uno più importante di altri ognuno ha i suoi e deve scoprirli. Il Talento dovrebbe essere sempre la base del lavoro che scegli di fare. Il lavoro dovrebbe essere nient’altro che un modo per sviluppare e per condividere il proprio Talento. Se fai un lavoro che ti permette di sfruttare il tuo Talento non solo farai molto bene il tuo lavoro, ma farlo ti verrà facile e ti riempirà di soddisfazione ogni giorno a tal punto che non ti sembrerà neanche di lavorare perché tutto quello che sentirai è che stai finalmente esprimendo te stesso. Perciò trovare il proprio Talento è un passo fondamentale per la tua felicità e per la tua realizzazione personale. Per trovarlo devi porti delle semplici domande. Cosa mi riesce facile fare? Cosa mi piace fare nel tempo libero? Quali sono le doti che gli altri più apprezzano di me? Cosa mi appassiona di più nella vita? Quali attività mi danno maggior soddisfazione?

Conosci te stesso/a?

Chi credi di essere? Come ti definiresti? Se provi a rispondere, probabilmente, noterai che per capire chi sei hai ripensato a situazioni del passato, hai ripensato a quello che altre persone hanno detto e dicono di te, hai ripensato a quello che ti dicevano fin da piccolo/a, oppure hai pensato a ciò che vorresti essere, a come secondo te è giusto essere, o a come ti hanno insegnato sia giusto essere. Insomma, hai pensato a tutte cose che non ti appartengono veramente, hai usato tutti schemi mentali precostituiti. La domanda stessa è un trabocchetto perché è impossibile definirsi, è sbagliato, significherebbe appiccicarsi addosso un’etichetta e cominciare a recitare un personaggio. La vera domanda è: al di la del tuo passato, che non esiste più e non dice niente su di te perché quella persona che eri non esiste più, al di la di quello che gli altri hanno detto e dicono su di te, al di la di tutto quello che ti hanno insegnato finora, al di la di cosa tu desideri, al di la di chi tu desideri essere, tu chi sei? Questa è la vera domanda che apre la strada alla conoscenza di se stessi.

Come stai con te stesso/a?

Stiamo sempre con noi stessi, anche quando siamo in mezzo alla gente, siamo sempre in contatto con noi stessi, con la nostra voce interiore che non smette mai di parlarci anche nei momenti più frenetici. A volte questa voce interiore ci fa paura, ci fa soffrire, ci dice delle cose che non vogliamo sentire, allora ci buttiamo in attività che ci distraggano nella speranza di mettere a tacere questa voce. Ma lei resta li. Cosa vuol dire stare con se stessi? come si fa a stare bene con se stessi? Stare bene con se stessi vuol dire una cosa sola, vuol dire semplicemente ACCOGLIERSI. Vuol dire accogliere quella voce interiore qualsiasi cosa dica, non avere paura di lasciarla esprimere, non gettarsi nel “fare” per non ascoltarla, ma accoglierla con tutto il proprio essere, darle tutta la propria attenzione, in ogni momento, e vuol dire saper vivere anche dei momenti di vuoto in cui ci si dedica totalmente all’ascolto della propria voce interiore, senza fare altro. Questa voce non è li per farti stare male, non è li per giudicarti, non è li per spaventarti, non è li per disturbarti, è li per te, ma non vuole spingerti a compiere delle azioni, non vuole essere ascoltata nel senso che vuole suggerirti delle “strade” da seguire, no. La tua voce interiore vuole solo la tua attenzione, o meglio, la tua accoglienza. Vuole che tu la lasci esprimere SENZA FARTI DOMANDE. Se questa voce interiore ti fa piangere piangi, se ti fa arrabbiare arrabbiati, se ti fa paura spaventati, lasciala esprimere. Ma non chiederti “cosa vorrà dire? perché mi dice questo?”. Stare bene con se stessi vuol dire semplicemente ACCOGLIERSI SENZA FARSI DOMANDE.

 

Il potere del VUOTO

Moltissime persone hanno paura del vuoto, del vuoto esistenziale, del non fare nulla, del non sapere cosa gli riserva il futuro, lo associano a mancanza di “vita” e subito cercano di riempirlo con qualcosa compiendo delle azioni qualsiasi per distrarsi dal percepire il vuoto, come guardare la televisione, stare ore al telefono, fumare, fare shopping, mangiare, o dedicarsi ai cosiddetti “hobbies” che molto spesso sono solo un modo per non pensare e distrarsi dalla “desolazione interiore”. Invece il vuoto è una potente energia universale, e se ti è venuta a visitare devi solo esserne felice e accoglierlo con tutto il tuo essere invece di provare a scappare. Il Vuoto è tutt’altro che l’opposto alla vita, il Vuoto è il presupposto per la vita, basti pensare che solo un utero vuoto può essere fecondato e quindi generare vita. L’universo stesso è per la maggior parte Vuoto, è un’immensa estensione di Vuoto. La materia, cioè noi stessi, tutti gli esseri viventi, la terra, i pianeti, le stelle, gli atomi, i quanti, le galassie, i buchi neri, tutte le forze (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare), lo spazio-tempo, sono solo l’1 % dell’Universo, il 99% dell’Universo è Vuoto, ed è questo vuoto che permette alla materia di esistere. Perciò non avere paura del Vuoto, esso è l’essenza dell’universo ed è un processo necessario affinché possa realizzarsi la “vita”. Affidati al vuoto che si presenta nella tua vita con coraggio e con fiducia, non scappare, non combatterlo, non riempirlo, in realtà è molto più semplice quello che devi fare: non devi fare niente, il Vuoto stesso, se non lo combatti, ti trasformerà nell’essere che devi diventare per affrontare una nuova fase della tua vita. Ti porterà dei doni che non avresti mai immaginato e imparerai a conoscere meglio te stesso, devi solo affidarti ad esso con coraggio.

La simbologia del Fiore di Loto

Il Fiore di Loto è dotato di una profonda simbologia presso il mondo orientale, esso rappresenta il percorso umano verso l’autorealizzazione, rappresenta l’elevazione dello spirito e allo stesso tempo il radicamento alla Terra e alla dimensione materiale dell’esistenza. Il Fiore di Loto nasce e vive in acque paludose, non potrebbe vivere altrove, poi piano piano si schiude e apre completamente i suoi petali al Sole come se volesse raggiungerlo. L’acqua paludosa in cui il Fiore di Loto nasce rappresenta la nostra dimensione terrena, materiale, sporca, fatta di difficoltà, fatta di necessità fisiche, fatta di dolori, fatta di aspetti spesso terribili, come la violenza, la morte, la paura, l’abbandono, eppure, quest’acqua paludosa è essenziale per la vita del Loto, è la sua base, è il terreno che gli permette di fiorire. Come il Loto fiorisce in acque paludose, cosi l’uomo può fiorire anche in mezzo alle difficoltà, anche in mezzo ai dolori l’uomo può giungere all’autorealizzazione, affondando i piedi nel fango della vita. Non serve una vita perfetta, una vita fatta solo di cose belle, per sbocciare. L’uomo è fatto per affondare le proprie radici nella Terra e per aprire la propria consapevolezza al Cielo. Non c’è bisogno di rinnegare la Terra per raggiungere il Cielo, non c’è bisogno di mortificare il corpo e la dimensione terrena per raggiungere l’autorealizzazione, c’è bisogno di imparare a far coesistere queste due dimensioni, c’è bisogno di imparare ad aprirsi alle dimensioni dello spirito senza rinnegare la dimensione materiale della vita, perché l’autorealizzazione è proprio questo, è saper vivere pienamente entrambe le dimensioni, terrena e spirituale, senza rinnegarne una in favore dell’altra.

 

 

 

Cos’è un Coach?

 

Molto semplicemente un coach è una persona che ti aiuta a trovare dentro di te le risorse che ti servono per raggiungere  l’obiettivo che ti sta a cuore. Ti aiuta a dissolvere i pensieri negativi e le dinamiche interiori limitanti che non ti permettono di vivere appieno una vita di felicità e benessere. Ti aiuta ad aumentare la fiducia in te stesso e nelle tue capacità e ti porta alla scoperta di capacità che non pensavi nemmeno di avere. Non ti dirà mai cosa devi o non devi fare, non è questo il suo compito. Il suo compito è di aiutarti a scoprire il TESORO CHE SI NASCONDE DENTRO DI TE.

I Fiori di Bach

I fiori di Bach sono delle essenze floreali in grado di armonizzare gli stati mentali negativi che talvolta ci vengono a trovare come la rabbia, la tristezza, la paura, il senso di colpa, lo scoraggiamento e ci aiutano a tirare fuori le energie per affrontare le situazioni difficili della vita. Edward Bach era un medico inglese, per la precisione un batteriologo, del primi decenni del 900′. Dopo aver esercitato per anni la professione medica si accorse, osservando i suoi pazienti, che la malattia non ha solo delle cause fisiche e che le stesse medicine possono avere effetti molto diversi a seconda della persona a cui vengono somministrate. Si accorse che c’è una relazione tra le malattie e i disagi fisici che colpiscono una persona con il carattere, la forma mentale, della persona stessa. Bach capì che la malattia, il disagio fisico, è una sorta di metafora delle dinamiche interiori del paziente e che per curare efficacemente un disagio fisico bisogna comprenderne le origini mentali e cambiare quei meccanismi mentali che hanno creato un terreno fertile per la malattia fisica. Per capire il meccanismo di funzionamento dei Fiori di Bach bisogna sapere che oltre al corpo fisico siamo dotati di corpi energetici, corpi sottili che permeano e formano la nostra struttura fisica, i quali vibrano a certe frequenze. Quando siamo in armonia con noi stessi quando ci amiamo cosi come siamo, quando esprimiamo i nostri talenti, quando ci sentiamo in sintonia con l’ambiente circostante, quando facciamo una vita che ci rappresenta e che ci appaga noi stiamo bene, il nostro corpo sta bene, i nostri corpi sottili vibrano alla frequenza che gli è propria. Quando invece non ci sentiamo bene con noi stessi, non ci apprezziamo, siamo costantemente arrabbiati, ci sentiamo delusi e tristi o abbiamo paura del futuro allora non stiamo bene, i nostri corpi sottili non vibrano alle frequenze giuste e questo si ripercuote sul corpo fisico causando malessere e malattie. Bach scopri che la natura possiede i rimedi per riportare i nostri corpi sottili a vibrare alla frequenza giusta alla frequenza che ci porta benessere e salute. I Fiori di Bach sono 38 fiori , ognuno dei quali armonizza un preciso stato mentale negativo. Il coaching è la tecnica che, grazie alle domande mirate e potenti poste dal coach, ti permette di capire quali sono le tue dinamiche mentali che ti creano disagio che ti impediscono di raggiungere il benessere e una volta “smascherate” si comincia a modificare queste dinamiche interiori attraverso l’assunzione dei Fiori di Bach e attraverso un percorso di crescita personale costruito insieme al coach.

Cos’è la Meditazione?

Molti pensano che meditare sia un sinonimo di pensare, infatti spesso si dice “ci medito su” per dire “ci penso su”. Meditare invece, nel senso yogico del termine, è proprio il contrario di pensare. Quando pensiamo, non siamo autentici perché i pensieri non sono altro che il frutto dei condizionamenti, degli insegnamenti, delle esperienze passate che abbiamo avuto. I pensieri sono delle prigioni energetiche che impediscono alla nostra energia di circolare liberamente nel nostro corpo. Quando meditiamo sentiamo i nostri pensieri arrivare, sentiamo arrivare pensieri di tristezza, di ansia, di rabbia, di gelosia ecc… ma non ci identifichiamo con essi. Diciamo ok, adesso mi arriva un pensiero di ansia, ma io riconosco che questo pensiero di ansia non è MIO, non viene dalla mia essenza ma è solo frutto di una mentalità che ho acquisito nel tempo… osservo questo pensiero e lo lascio andare… La prima parte di una meditazione consiste appunto nell’osservare i pensieri che mi arrivano, riconoscere che non sono MIEI, e lasciarli andare… a questo punto quando abbiamo raggiunto una mente silenziosa, stiamo li, semplicemente li in silenzio senza dirci niente… questa è in assoluto la parte più difficile di una meditazione, quella di stare, semplicemente stare senza pensare a cosa faremo dopo o dopomani, semplicemente stiamo… facciamo ZAZEN come direbbero i maestri ZEN, semplicemente stiamo seduti… questa è il momento fondamentale di una meditazione è il momento in cui il cervello grazie alla pace del vuoto assoluto si rigenera ed elimina tutto ciò che non gli serve più, ricordi, pensieri, emozioni che non sono più utili. Meditando impariamo che non dobbiamo assolutamente avere paura del vuoto perché il vuoto è un’energia cosmica fondamentale, nel vuoto tutto si crea, dal vuoto tutto ha origine, solo in un utero vuoto può attecchire il seme che formerà una nuova vita, perciò fare il vuoto o sentirsi vuoti non ha nulla negativo ma è l’unico modo possibile per ricevere i doni della vita. La Meditazione in sostanza è una tecnica di utilizzo della consapevolezza, cioè della nostra capacità di percepire, di essere presenti alle emozioni e ai pensieri che ci attraversano la mente. Ci sono varie tecniche di meditazione, tutte bellissime, che possiamo utilizzare a seconda delle nostre esigenze del momento. C’è la Meditazione Zen, che è quella che ho appena descritto, che consiste appunto nello stare semplicemente seduti e osservare il fiume di pensieri e emozioni che ci attraversando senza giudicarle senza identificarci finche il fiume si arresta e nella nostra mente resta solo il vuoto, stare in quel vuoto senza dirsi niente, rigenerare il cervello e creare lo spazio interiore per accogliere i doni della vita e ci aiuta a spezzare i ritmi di vita troppo frenetici, ci aiuta a ricordare che c’è un momento per fare ma c’è anche un momento per “stare” e non fare niente. Il semplice stare seduti in silenzio e non pensare a niente non è una perdita di tempo ma è un atto totale, perché le nostre energie non si disperdono in azioni ma sono tutte concentrate a nutrire il nostro essere profondo e in realtà si “fa” molto di più quando “non si fa” niente, l’uomo occidentale deve imparare a comprendere la saggezza del vuoto, la pienezza del nulla, c’è un detto che appartiene alla filosofa taoista (filosofia affine al pensiero zen) e dice “il saggio non fa nulla, eppure cambia il mondo”. La Meditazione Kundalini, è un tipo di meditazione più attiva, deriva dall’antica pratica del Kundalini Yoga e consiste nella recitazione di alcuni mantra ognuno dei quali possiede un’energia particolare che contribuisce ad espandere la nostra consapevolezza, a riattivare la nostra energia vitale e la nostra capacità creativa. C’è poi una meditazione ancora più attiva che è la Meditazione Dinamica ideata da Osho, grandissimo maestro spirituale vissuto dal 1931 al 1990 (o meglio mai nato, mai morto, ha semplicemente attraversato questa terra per un periodo di tempo) ed è una meditazione volta a sprigionare tutte le emozioni che vivono dentro di noi, a liberarle a diventarne davvero consapevoli attraverso la danza, una danza spontanea fatta di movimenti che ognuno sceglie per sé in base a quello che gli suggerisce il corpo, dopo questa danza segue una fase di rilassamento in cui ci si sdraia supini e si prende consapevolezza di tutti gli stati d’animo emersi nella prima fase della Meditazione. Questa Meditazione è utile per sciogliere le emozioni represse, per diventare davvero consapevoli delle emozioni che abbiamo senza avere paura di riconoscerle, perché diventare consapevoli di un’emozione, guardarla senza paura e senza giudizio semplicemente accoglierla è un atto totale, è un atto liberatorio e catartico che da avvio ad una grande trasformazione interiore, e in effetti le emozioni, di qualunque tipo, altro non sono se non energie che arrivano per trasformare il nostro essere. C’è la cosiddetta Meditazione Scientifica che è una tecnica per imparare a stare nel qui ed ora, per imparare a togliere l’attenzione dai pensieri e dalle emozioni e portarla nel qui ed ora focalizzando l’attenzione sul corpo, sulle sensazioni fisiche. Questo porta automaticamente la nostra consapevolezza nel presente perché il corpo vive sempre e solo nel presente. Così mentre siamo seduti o distesi, cominciamo a portare tutta la nostra attenzioni alle dita dei piedi, poi alle caviglie e cosi via fino alla testa in modo da diventare pienamente consapevoli del nostro corpo e di tutte le sue sensazioni, Questo ci aiuta a mantenere l’attenzione al momento presente, a evitare di “farci troppi viaggi mentali”. Infine c’è la tecnica dello Yoga Nidra, une tecnica che deriva dallo Yoga, e che ha  lo scopo opposto rispetto a quello della Meditazione Scientifica, cioè ha lo scopo di togliere completamente la consapevolezza dal corpo, di perdere il contatto con le sensazioni fisiche e con la dimensione del qui ed ora e di esplorare la nostra dimensione più eterea e spirituale, spesso per fare questo si visualizza una luce brillante che riempie tutto il corpo da testa a piedi cosi il nostro corpo non è più carne ma pura luce. Lo Yoga Nidra è molto utile per alleviare il dolore fisico proprio perché distoglie l’attenzione dal corpo e nel contempo la luce brillante che immaginiamo riempire il nostro corpo ha un forte potere curativo, quando ci si risveglia da una pratica di Yoga Nidra ci si accorge che molti dolori sono scomparsi, ci sentiamo molto più rilassati e nutriti nel corpo e nello spirito. A questo punto bisogna fare una distinzione tra Meditazione e Visualizzazione o Training autogeno. La Meditazione come abbiamo detto è una tecnica di utilizzo della consapevolezza, si impara e gestire l’attenzione, mentre la visualizzazione è una tecnica molto utile per raggiungere un obiettivo e per aumentare la nostra motivazione, la visualizzazione ci permette di immaginare i risultati che vogliamo raggiungere, la meta a cui aspiriamo e questo incrementa la motivazione a raggiungere quella meta e da un punto di vista energetico stimola il nostro cervello ad attirare quella situazione che abbiamo immaginato. Il training autogeno è una tecnica di auto rilassamento, di auto programmazione mentale in cui si ascoltano delle frasi motivazionali che agiscono soprattutto a livello inconscio creando al nostro interno delle convinzioni più positive sui noi stessi e sulla vita e di conseguenza attiriamo situazioni più positive per noi e per la nostra crescita.